Convegno, Tornero’ a volare: Esperienze, paure e speranze di giovani adolescenti e docenti nell’emergenza post-sisma di Teramo

Convegno, Tornero’ a volare: Esperienze, paure e speranze di giovani adolescenti e docenti nell’emergenza post-sisma di Teramo

Fotogallery completa dell’evento: http://bit.ly/2n2lIsa

Convegno, Tornero’ a volare: Esperienze, paure e speranze di giovani adolescenti e docenti nell’emergenza post-sisma di Teramo
Il progetto Tornero’ a volare e il relativo convegno “Esperienze, paure e desideri di giovani adolescenti e docenti di Teramo nell’emergenza sisma” svoltosi a Teramo presso la sala dell’Ipogeo del Comune i Teramo il giorno 23 Novembre del Comune di Teramo e contributo del Polo Museale e Centro Servizio Volontariato nasce dal contributo dell’Associazione Es Counseling e Psicologia e della dott.ssa Broccolini Oriana impegnata da diversi anni nella sperimentazione dei laboratori di scrittura per traumi e successivamente all’applicazione di tale tecnica in ambito clinico e dell’emergenza perfezionando il Modulo Alfa Integrato utilizzato per il supporto di gruppi nella fase di emergenza post sisma dell’Aquila nel 2009 e di Teramo nel 2016/7.
Un ringraziamento va al Professore Alessandro Vaccarelli ricercatore docente della Facoltà di Psicologia dell’Aquila dipartimento di Scienze Umane per il contributo teorico pratico che ha fornito con le sue ricerche e il progetto “Velino for Children” intervento psicopedagogico alle scuole di Amatrice con un progetto che dura dall agosto 2016-201 e alle sue colleghe dott.ssa Carla Iorio e Di Genova Nicoletta, ai dottori Nicola Serroni e Campanella Daniela della Asl di Teramo con il progetto “Intervento psichiatrico psicologico alla popolazione dei comuni del cratere della provincia di Teramo con la tecnica dell’emdr, alle dottoresse Broccolini Oriana ; Mariangela Piotti e Pompilii Carla che hanno presentato il modulo alfa integrato utilizzato ai soccorritori volontari, popolazione e studenti vittime del sisma dell’Aquila nel 2010 e del sisma di Teramo del 2017-2018, introducendo i concetti di debrifing, tecniche bioenergetiche , analisi dei sogni ricorrenti, scrittura creativa per traumi, tecniche di visualizzazione e rilassamento, e alla dottoressa Nissim Antonella che ci ha fornito concetti sui sintomi transitori e disturbo post traumatico da stress nell’emergenza sisma, per concludere con la presentazione dei dati della ricerca condotta su 350 studenti su “comportamento ed emozioni nell’emergenza sisma” e su 150 docenti delle scuole secondarie di Teramo presentate dal dott. Gianluca Di Marco e Federica di Bernardo, e come conclusione dei lavori il contributo del Dott. Giuseppe Ceccarelli su “intervento nelle scuole: contributo del conseling scolastico”. Il convegno e’ stato presentato dalla dott.ssa Luisa Ferretti , hanno partecipato circa 100 studenti del liceo scientifico, classico e pedagogico e diversi universitari di diversi atenei di Teramo e L’Aquila.
Il convegno e’ stato aperto con il saluto di Gioia Porrini coordinatrice del Polo Museale di Teramo e dall’assessore alla pubblica istruzione del comune di Teramo Mirella Marchesi.

Convegno gratuito:

Per informazioni rivolgersi alla Dott.ssa Broccolini
Oriana mail: infoespsicologia@yahoo.it
tel.348 5231328
Media partner L & L Comunicazione

FOCUS SULLA RICERCA

 
Analisi ricerca “Tornare a Volare”.
Il questionario anonimo rivolto al personale docente, amministrativo e ausiliario delle scuole è suddiviso in 5 sezioni; il campione di lavoratori è costituito da 150 soggetti.
Al primo quesito posto (Quale evento sismico verificatosi in Abruzzo ricordi traumatico?), il campione ha percepito la scossa del 18 gennaio 2017 come la più traumatica (50%), a seguire quella del 30 ottobre 2016 (40%) e poi quella del 24 agosto 2016 (10%).
La percentuale maggiore del campione, indica come più traumatica, la scossa del 18 gennaio 2017, nonostante la magnitudo maggiore di 6.3, si fosse registrata nel sisma del 30 ottobre 2016), questo per una serie di ragioni:
1. la scossa è avvenuta dopo una serie di sismi di elevata magnitudo, appunto quelli del 24 agosto 2016 e del 30 ottobre 2016, che hanno portato, con molta probabilità, i soggetti analizzati ad un accumulo di stress elevato. Infatti, erano secoli che l’Italia, nello specifico il centro Italia, non viveva una sequenza di scosse così elevata e soprattutto di magnitudo così forte.
2. Alla scossa del 18 gennaio 2017, si è aggiunto l’elemento neve; infatti le abbondanti nevicate che hanno interessato il territorio teramano hanno aggiunto un rinforzo importante all’esperienza traumatica del terremoto. Con molta probabilità l’effetto d’impotenza rispetto ad eventi calamitosi come il terremoto è risultato ancor più devastante quando ad esso si sono aggiunte le abbondanti nevicate (in molti casi queste non permettevano la fuga dalle abitazioni, al momento delle scosse, in quanto il manto nevoso in alcune aree raggiungeva altezze di 2 m e più, producendo nei soggetti colpiti dal terremoto la sensazione di essere come animali in trappola, braccati da un predatore).
Al secondo quesito (Dove si trovava?) L’84 % del campione al momento dell’evento sismico si trovava a casa, il 5% a lavoro, il 5% in strada, il 4% in negozio, il 4% altro. Il fatto che la maggior parte del campione analizzato dichiarasse di trovarsi a casa al momento dell’evento sismico è spiegato dall’aver utilizzato un campione di studio composto da personale docente, amministrativo e ausiliario delle scuole; in quel periodo, infatti, a causa dell’emergenza neve, molte scuole pubbliche erano chiuse e molti erano bloccati nelle proprie abitazioni a causa delle cospicue nevicate.
Al terzo quesito (Cosa ho fatto nel momento in cui ho percepito la scossa?) il 32% del campione ha cercato un punto di sicurezza, il 27% è uscito di casa, il 18% ha rassicurato gli altri, il 12 % è rimasto immobile, l’1% ha contattato qualcuno telefonicamente, il 4 % altro. La percentuale più alta degli intervistati ha risposto di aver cercato un punto di sicurezza nella propria abitazione per ripararsi dagli effetti del sisma; questo risultato è sicuramente dettato dal fatto che i corsi di formazione sulla sicurezza, organizzati nelle scuole e presentati attraverso vari mezzi di comunicazione (giornali, tv, ecc.), hanno trasmesso alle popolazioni colpite dal sisma quali comportamenti adottare in caso di terremoto, tra cui appunto quello di cercare dei punti di sicurezza nell’ambiente in cui ci si trova. Si nota inoltre che questa opzione presenta una percentuale di scelta da parte degli intervistati molto vicina a quella dell’opzione fuga. Questo dato risulta indicativo di quanto sia forte nell’essere umano l’istinto della fuga di fronte a un pericolo; scappare, allontanarsi da esso è un atto che prende il sopravvento sul comportamento appreso e statisticamente più sicuro. Da notare, inoltre, la percentuale elevata di coloro che hanno risposto di restare immobili; anche questo comportamento può ritenersi istintivo e sintomo di quell’effetto denominato  “freezing”, ossia totale o parziale “congelamento” dei movimenti della persona o animale che sta vivendo una situazione di emergenza. La persona o animale rimane infatti immobile durante l’evento, senza avere la forza di fuggire o comunque mettersi in sicurezza.
Al quarto quesito (Quali emozioni ho provato?) Il 57% del campione ha provato paura, il 10% rabbia, il 10% incredulita’/sorpresa, il 6% tristezza, il 5% altro. La maggior parte del campione ha risposto che l’emozione provata durante le scosse di terremoto è quella della paura; è naturale provare paura, è un emozione anche questa istintiva ed innata, che sempre si manifesta di fronte alle calamità naturali, come il terremoto, che ci fanno sentire impotenti rispetto alla potenza distruttiva della natura. Da notare che la seconda emozione provata è stata la rabbia e con la stessa percentuale l’incredulità; questo è dipeso, con molta probabilità, dal fatto che il centro Italia è stato ripetutamente colpito nel corso del 2016 e all’inizio del 2017 da terremoti di elevata magnitudo, che hanno portato le popolazioni di quelle aree a sviluppare un senso di rabbia, come a chiedersi il perché di un simile accanimento nel proprio territorio, e nel contempo un senso d’incredulità.
Al quinto quesito (Cosa ho fatto dopo la scossa?) Il 54% del campione ha contattato o raggiunto i familiari, il 26% ha atteso in un luogo più sicuro, il 9% ha parlato dell’evento con altre persone, l’8% ha controllato le informazioni su internet, il 4% altro. Si può notare come a questo quesito la maggior parte dei soggetti intervistati ha risposto di aver cercato di raggiungere e contattare i propri cari, oltre che per verificare il loro stato di salute, anche per ricevere un senso di conforto dal gruppo (famiglia). E’ possibile ricondurre tale comportamento agli studi di Bowlby sull’attaccamento, agli studi etologici sull’imprinting ed agli esperimenti di Harlow con i macachi Rhesus. Bowlby analizzò il comportamento definito “di attaccamento”, ossia quel comportamento volto a ricercare e mantenere una prossimità nei confronti di una persona particolare, ritenuta capace di affrontare il mondo e di fornire protezione. Tale attitudine si accentua in situazioni di stress e di pericolo, mentre si attenua quando si ricevono conforto e cura. Inoltre, il comportamento di attaccamento è caratteristico della prima infanzia ma può essere osservato nell’ambito dell’intero ciclo di vita, specialmente nei momenti di emergenza. Esso è osservato anche in diverse specie animali ed ha una funzione biologica assimilabile a quella, generalmente diffusa in natura, della protezione dai predatori.
Conclusioni
Dall’analisi dei dati è possibile riscontrare come molti comportamenti adottati dai soggetti analizzati abbiano una matrice innata e/o istintiva. I comportamenti innati (o istintivi) sono tipici della specie, un patrimonio genetico ereditato da millenni di evoluzione e selezionato e adattato all’ambiente. Questi comportamenti vengono trasmessi di generazione in generazione e non sono influenzati da esperienze precedenti, da imitazioni o dall’apprendimento. Come dimostrato dalla ricerca, molte condotte evidenziate nell’indagine, tra cui la fuga, il freezing, la ricerca di protezione e l’attaccamento ai propri cari, risultano comportamenti istintivi. Uno spunto di riflessione è la possibilità, in un certo qual modo, di intervenire sui comportamenti istintivi attraverso un’attività di formazione e rieducazione; infatti è interessante soffermarsi sul dato della condotta di fuga negli istanti del terremoto, la quale è stata probabilmente “corretta” con l’atto di ricercare un punto di sicurezza nell’ambiente circostante, a mezzo di una specifica opera di formazione. Ciò fa supporre che i comportamenti innati possano essere in parte oggetto di “ristrutturazione” grazie all’attività di professioniti del settore, ai fini di una maggiore sicurezza dell’individuo, così come si ritiene si possa intervenire sugli effetti postraumatici da stress conseguenti al terremoto a mezzo di specifiche tecniche (come ad esempio il modulo alfa).

Tornero’ a Volare…Esperienze, paure e speranze di giovani adolescenti nell’emergenza post sisma Teramo. Un progetto di ricerca.

Questa ricerca nasce dall’idea di conoscere le reazioni comportamentali ed emotive degli adolescenti Teramani dopo aver vissuto gli eventi sismici che hanno colpito l’Abruzzo da Agosto 2016 a Gennaio 2017.
L’attenzione e’ stata posta sugli studenti perché recenti studi a lungo termine su soggetti adolescenti giapponesi vittime del sisma evidenziano una maggiore vulnerabilita’ a sintomi come ansia, depressione e ideazione suicidaria (Shi e altri 2016, Tanaka e altri 2016).
Sebbene gli adolescenti presentino maggiori capacita’ di adattamento verbali ed espressive rispetto ai bambini attraversano una fase di “transizione” che li rende piu’ vulnerabili. L’adolescenza e’ un periodo in cui sono alla ricerca di una propria identita’ e dell’ autonomia, si cerca uno svincolo dalla famiglia confrontandosi con il gruppo di pari. Questa è un’età in cui vorrebbero apparire forti e sicuri e nascondere i loro vissuti di insicurezza e disagio.
La ricerca proposta agli studenti teramani consiste in un questionario anonimo somministrato a 354 adolescenti dai 14 ai 19 anni della provincia di Teramo nel mese di maggio 2017.
Il campione totale oggetto di studio e’ composto da 504 soggetti di cui 354 adolescenti e 150 adulti impiegati presso le scuole dove sono state svolte le ricerche.
Gli studenti sono così ripartiti:
1) 80 alunni della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Zippilli” e “San Nicolo” di anni 12/13 di cui 53 ragazze e 37 ragazzi
2) 274 alunni della scuola secondaria di II grado (Liceo Classico, Liceo Artistico, Istituto Agrario e Istituto Alberghiero) di cui 157 ragazze e 117 ragazzi dai 14 ai 21 anni.
3) 150 adulti che prestano servizio a scuola come docenti, personale amministrativo, ausiliari e altre categorie con un’eta’ compresa tra i 35 ai 63 (media: 41 anni).

Campione : 504 soggetti

Uomini

Donne

Totali

Scuola secondaria di primo grado

37

53

80
Scuola secondaria di secondo grado

117

157

274
Personale docente , amministrativi e ausiliari

63

87

150

Il questionario somministrato a distanza di alcuni mesi dall’ultimo evento sismico (18 gennaio 2017) ha permesso ai ragazzi di prendere piu’ consapevolezza rispetto a come hanno reagito agli eventi sismici e se, hanno sviluppato dei traumi emotivi.
Il progetto si e’ concluso con la presentazione dei dati relativi a 1) come percepisco la mia scuola 2) cosa ho fatto dopo la scossa 3 ) quali emozioni ho provato 4) quali comportamenti e sintomi ho avuto nel post sisma nel convegno Tornero’ a volare del 23 novembre 2017

PROGETTO DI RICERCA “TORNERO’ A VOLARE”

PROGETTO DI RICERCA “TORNERO’ A VOLARE”
DATI ADOLESCENTI

La ricerca “Tornerò a Volare” è nata dall’idea di conoscere le reazioni emotive e i comportamenti degli adolescenti e del personale delle scuole nella fase post-emergenza che ha colpito l’Abruzzo tra agosto 2016 e gennaio 2017.
Il desiderio di comprendere cosa accade alle persone durante una forte scossa di terremoto, capire come il protrarsi degli eventi nel tempo, influenzino la loro vita e le loro reazioni emotive e comportamentali e la volontà di ascoltare una parte della popolazione, quella scolastica, che ha subito notevoli danni.
Gli elementi della ricerca sono stati:
Il campione oggetto di studio è composto da 354 adolescenti, di cui:
80 alunni scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Zippilli e quello di San Nicolò; età 12/13 anni
274 alunni scuola secondaria di secondo grado degli Istituti: Classico, Artistico, Agrario e Alberghiero; età 14-21 anni.
La modalità di raccolta dati si è basata sull’utilizzo di un questionario anonimo, il quale è stato somministrato ai partecipanti solo mesi dopo gli ultimi eventi sismici.
Le quattro sezioni indagate sono state, in particolare, il comportamento avuto durante l’evento sismico, i danni subiti dalle proprie abitazioni, la percezione sulla sicurezza della scuola, le reazioni emotive e gli stili di comportamento avuti durante o dopo gli eventi stessi.
DOMANDA 1
“Quali sono le tue reazioni in generale, rispetto al terremoto?”
Rimango fermo
Vado in un punto di sicurezza
Esco fuori casa
Dall’analisi dei dati raccolti emerge che la maggioranza delle risposte scelte è stata “recarsi in un punto di sicurezza” nel 48% dei casi, la seconda scelta è stata “uscire fuori casa”nel 24% ed infine “rimanere fermi” per il 23%.
DOMANDA 2
“La tua casa ha riportato danni?”
La mia casa non ha riportato danni
La mia casa ha riportato solo delle lesioni lievi
La mia casa è risultata inagibile
I ragazzi hanno risposto per il 73% che la loro casa non ha avuto danni,
mentre per il 26% solo danni lievi e infine per il restante 1% che ha avuto casa inagibile
DOMANDA 3
“Come percepisco la mia scuola?”
Sicura
Non sicura
Analizzando questa prima parte della domanda si evidenzia come il 42% degli studenti percepisce la scuola sicura rispetto al 52% che la percepisce non sicura, mentre il 6% preferisce astenersi dal dare un giudizio.

Le misure di sicurezza messe in atto dalla mia scuola sono soddisfacenti?
Le misure messe in atto dalla mia scuola non sono soddisfacenti?
La scuola ha organizzato una serie di incontri con specialisti e psicologi per rassicurarci ?
Le prove svolte di evacuazione mi rassicurano
Temo che si verifichi un nuovo evento sismico
Dall’analisi della seconda parte della domanda invece possiamo evidenziare come per il 26% del campione le misure attuate
sono soddisfacenti, il 16 % non è soddisfatto e, dato importante, il 58% degli studenti si e’ astenuto dal rispondere.
Inoltre per quanto riguarda gli interventi messi in atto dalle scuole emerge, che: il 16% ha avuto incontri organizzati con specialisti e
solo il 15% si sente rassicurato dalle prove di evacuazione.
Infine considerando la situazione vissuta, anche mesi dopo gli eventi, i ragazzi ancora hanno timore per il verificarsi di un nuovo terremoto, nel 27% dei casi.

Riflessione sulla sicurezza
Il concetto di rischio è associato al concetto di pericolo, quindi, tanto più un evento rischioso è terribile, sconosciuto, imposto tanto più questo è considerato grave. Nel caso di terremoto, il rischio risulta molto alto proprio per le caratteristiche che contraddistinguono un evento del genere. Il concetto di rischio come quello di sicurezza è un sistema di significati che si basano in parte su elementi e valutazioni concrete ed in parte sulla rappresentazione che ognuno ha dell’accaduto e della propria esperienza, in particolare.
Ho scelto di soffermarmi su questi concetti perché educare alla sicurezza e alla valutazione dei rischi, in un ambiente come la scuola, oggi, significa aiutare i ragazzi a far tesoro delle proprie esperienze, diventare parte attiva del processo educativo e sensibilizzarli al concetto di vigilanza per aiutarli a non trovarsi impreparati e ridare loro un senso di speranza che possa accompagnarli anche in futuro.
“Reazione agli eventi sismici?”
Parlare dell’evento
Ricercare sul web notizie riguardanti gli eventi sismici
Angoscia e panico dopo l’evento
Difficoltà di addormentamento, incubi e flashback eventi
Dormito con luce accesa
Richiesto a qualcuno compagnia nel dormire
Eccessivo attaccamento ai familiari
Perdita di interesse per le attività quotidiane
Vergogna per le proprie risposte emotive
Cambiamenti nelle abitudini alimentari
Dolori somatici
Difficoltà di concentrazione nello studio, disattenzione
Aumento di pensieri negativi
Attuazione di comportamento a rischio (alcool e droghe)
Cambio del tono dell’umore
Intervento di uno specialista per disturbi post traumatici.
Facendo riferimento alle reazioni emotive espresse dai risultati raccolti tramite le risposte degli adolescenti, emerge che: solo l’1% del campione si è rivolto agli specialisti e, si sono registrati numerosi disturbi
Post-traumatici transitori, come la comparsa di angoscia e panico (27%), cambio del tono del tono dell’umore (14%), dolori somatici (13%) difficoltà di addormentamento, incubi e flashback riguardanti l’evento traumatico (15%), eccessivo attaccamento ai familiari (11%), dormire con la luce accesa (10%) o in compagnia (10%).
Altri cambiamenti hanno riguardato anche le abitudini alimentari (4%), difficoltà di concentrazione nello studio (15%), perdite d’interesse per le attività quotidiane (7%) e l’attuazione di comportamenti disadattivi come l’uso di alcool e droghe (11%).
Proseguendo nell’analisi dei risultati, emerge come le reazioni comportamentali alle scosse, invece, sono state caratterizzate dal tentativo di cercare di parlare con familiari e amici dell’accaduto oppure , all’opposto, voler evitare ogni discorso e ricercare sul web tutte le informazioni utili riguardo l’evento sismico.
In questo caso particolare, il web è diventato uno strumento di divulgazione delle informazioni. È stato il modo scelto dalla maggior parte dei partecipanti a questa ricerca per affrontare ciò che stavano vivendo, informarsi e conoscere cosa accadeva attorno a loro.
La ricerca svolta fa riferimento ad una branca della psicologia che oggi, soprattutto, aiuta gli esperti a comprendere cosa accade alle persone durante e subito dopo un evento traumatico. La psicologia dell’emergenza, infatti, nel corso degli anni ha fatto della ricerca sul campo la sua forza, soprattutto nel tentativo di analizzare la variabilità delle risposte individuali e collettive riguardo al tipo di perdite subite a causa dell’evento, la natura e la durata dell’esposizione ai rischi, la gravità della percezione di minaccia per sé o per i propri cari, l’intensità delle risposte emotive, gli stili di coping messi in atto, la disponibilità di risorse sociali, la capacità di reagire all’accaduto (resilienza) e le caratteristiche di personalità emerse nel comportamento delle persone interessate. Il tutto allo scopo di diffondere nella popolazione informazioni utili sugli effetti che l’evento traumatico può avere nella popolazione, spiegare loro le procedure idonee da mettere in atto e saper spiegare loro anche cosa accade a livello emotivo e comportamentale.
Questo è stato proprio, l’intento di questo progetto di ricerca, interrogare i diretti interessati per sapere dal loro racconto cosa fosse accaduto in quei momenti e come una serie di eventi protratta nel tempo avesse intaccato la loro vita quotidiana, la loro visione del futuro e il loro senso di sicurezza verso la scuola.

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