Custodi della Democrazia: quando una piazza diventa memoria

Custodi della Democrazia: quando una piazza diventa memoria

Domenica 19 luglio 2026, Largo San Flaviano a Torano Nuovo si è riempita come raramente accade. Non per un concerto, non per una sagra: per ascoltare ottant’anni della propria storia amministrativa, raccontata attraverso i volti e i nomi di chi l’ha scritta.

Ho avuto l’onore di coordinare e condurre Custodi della Democrazia – Donne e uomini che hanno scritto la storia del nostro Comune dal 1946 al 2026, promosso dall’Amministrazione Comunale di Torano Nuovo. Ma questo non è un post per parlare del lavoro fatto: è un post per raccontare quello che ho visto da quel palco, ed è stato molto più grande di qualsiasi copione.

Una serata, ottant’anni

Il filo conduttore della serata ha attraversato tre grandi epoche: i Pionieri della Ricostruzione degli anni Quaranta e Cinquanta, gli Anni del Cambiamento dei Settanta e Ottanta, fino ai Consigli del Nuovo Millennio. Un percorso pensato per collocare Torano Nuovo dentro la storia più grande dell’Italia repubblicana, a partire da quelle prime elezioni amministrative del dopoguerra che hanno segnato l’inizio della nostra democrazia locale.

Abbiamo riscoperto insieme tappe che rischiavano di restare solo nei verbali d’archivio: l’ingresso, nel 1975, delle prime due donne in Consiglio Comunale, Rosetta Ciarrocchi e Margherita Dezi; il lungo mandato quindicennale del sindaco Gaetano Cavarocchi; l’elezione, nel 2019, della prima sindaca donna nella storia del paese, Anna Ciammariconi, tuttora in carica. E poi il gemellaggio con Cacabelos, in Spagna, e la nascita del Consiglio Comunale dei Ragazzi: due capitoli che raccontano un paese capace di guardare fuori e, insieme, di investire sui più giovani.

Il momento che ha fermato la piazza

Il cuore della serata è stato la consegna delle pergamene di riconoscenza a tutte le donne e gli uomini che, dal 1946 a oggi, hanno servito il Consiglio Comunale. Per chi non c’è più, a ritirarle sono stati figli, nipoti, familiari. È stato in quei minuti che la piazza si è fatta silenziosa, poi commossa, poi di nuovo calorosissima negli applausi. Non racconto io quell’emozione: l’hanno raccontata i volti di chi era presente.

Una comunità che ha risposto presente

Quello che porto a casa da questa serata non è la riuscita del programma, ma la partecipazione di Torano Nuovo. Una piazza gremita dall’inizio alla fine, che non si è mai svuotata, che ha ascoltato ottant’anni di storia locale come si ascolta la storia della propria famiglia — perché, in fondo, è esattamente quello che era. Famiglie intere, generazioni diverse, sedute fianco a fianco. È il segno più bello che si potesse ricevere: la conferma che la memoria amministrativa di un paese non è un esercizio d’archivio, ma qualcosa che la comunità sente ancora come proprio.

I ringraziamenti che contano

Un grazie sentito alla sindaca Anna Ciammariconi, che ha fortemente voluto questa iniziativa, e a tutte le autorità presenti, per aver dato a questa serata il peso istituzionale che meritava. Grazie all’Associazione L’Istrione, compagna di viaggio preziosa nella realizzazione dell’evento, e al Maestro Andrea Arcini, il cui violoncello ha accompagnato con grazia i momenti più intensi della serata.

E grazie, davvero, a chi ha scelto di esserci: senza quella piazza, questa sarebbe stata solo una bella idea rimasta sulla carta.

lelcomunicazione

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